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Cuccioli, pets e altre carinerie: un’introduzione
2018
“Nel cuore umano c’è posto solo per una data quantità d’amore e d’affetto: quando ci si piazza un pupo, il cane deve andarsene”. Questa frase, pronunciata dal cane vagabondo Biagio, protagonista insieme alla cagnolina Lilli di un vecchio film1 (siamo nel 1955) della Disney, vuole essere un ammonimento. Egli, memore di chissà quale delusione, si rivolge al suo uditorio di cani di quartiere, invitandoli a non farsi troppe illusioni sull’affidabilità degli umani: meglio non concedere il privilegio della fedeltà, virtù cardinale canina, a dei soggetti che finirebbero per non meritarsela. Meglio, insomma, restare randagi e liberi. Ma la sua esortazione non può che suonare, agli spettatori…
I re animali nelle fiabe di Giuseppe Pitrè: nomi o sostanze?
2017
Di animali parlanti è popolato ciascun repertorio favolistico mondiale. Le qualità archetipiche connesse a ciascun animale ripropongono vizi e virtù umane, con scopo moralistico e spesso con intento ironico. Non così le fiabe che, viceversa, non ricorrono a protagonisti animali, sebbene non di rado presentino un variegato bestiario sotto forma di aiutanti magici, animali-eroi, animali-parenti, ecc. Tra gli esseri fantastici che sono rappresentati nelle fiabe raccolte nel 1875 all’interno dei quattro volumi dedicati alle Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, Giuseppe Pitrè nomina la prima sezione, di cui qui ci occuperemo, «Fiabe di re, principesse fatate, di draghi e mamme-draghe», …
Comunicazione animalista, corporeità dell’animale e isotopia del martirio
2019
È possibile parlare di martirio al di fuori del tradizionale ambito della religione e della politica intesa in senso stretto? Può essere utile farlo, al fine di comprendere meglio i meccanismi semiotici che regolano il martirio stesso? Uno dei campi in cui si possono ritrovare i principali tratti del martirio è quello della comunicazione messa in atto da parte dei movimenti animalisti. In apparenza un’area molto lontana da quella del martirio religioso o di quello a scopi politici, ma l’animalismo è in effetti un fenomeno in cui ragioni etiche, politiche, religiose, dietetiche e filosofiche sono strettamente interconnesse. Tra l’altro, il rinnovato interesse per la semiotica dell’animalità …
Bestialit: culture animali
2017
Il titolo di questo intervento – bestialità – si può leggere in due modi: come tema del discorso (parlo di bestialità) e come valore dell’enunciazione (dico bestialità). In questo secondo caso, si intende ‘bestialità’ alla francese, cioè bêtise, che significa ‘stupidità’, la celebre cretineria che ha affascinato molti scrittori (Montaigne, Flaubert, Barthes…)1, ma anche, in un’accezione di senso non del tutto contrapposta, ‘animalità selvaggia’, l’essere bestia nel senso di non avere modi civili, non possedere adeguata educazione, sufficiente cultura; insomma: comportarsi da bestia, ma anche essere ridotti alla stregua di bestie2. Il sottotitolo dell’intervento – culture animali – fa scatta…
They think the world of you. Analisi di un romanzo di J.R. Ackerley
2017
Analisi del famoso romanzo di J.R. Ackerley
I corpi del virus
2020
In un articolo recentemente uscito in italiano, Bruno Latour spiega che il nuovo coronavirus illustra in modo eclatante come gli attori non umani irrompano nei nostri spazi collettivi esigendo profonde trasformazioni (e invitando a ripensare così noi stessi al loro interno). Al momento è impossibile valutare questi cambiamenti sul lungo periodo. È chiaro però che SARS-CoV-2 ha avuto subito effetti visibilissimi sulle istituzioni che danno forma al nostro universo collettivo: mercati finanziari, filiere produttive, sistemi sanitari, regolamenti, lockdown. Mi sembra che il luogo di convergenza di questi ambiti tematici sia il corpo, figura in cui si incrociano le isotopie mediche, economiche,…